
“La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita di coloro che si incontrano con Gesù.”
Papa Francesco

La nostra storia

Secondo lo studio “Le pievi del Friuli” Centro Attività Pastorali, Udine 1998 a cura di mons. Giuseppe Burba, la parrocchia porta il titolo di “Pieve arcipretale di Santa Maria ad Nives” ed è probabilmente sorta nel VI secolo.
La località risulta fortificata fin dal principio del sec. VII. Le pievi più antiche si devono cercare nei luoghi ricordati come rifugi da Paolo Diacono. Tra queste località figura Osoppo, anche se non sappiamo quando assume in realtà la figura giuridica di Pieve.
È stato riconosciuto un certo ”Dominicus de Osopioarchipresbiteret plebanus” nominato in un documento del settembre 1190.
Anticamente il titolo della Pieve era “San Pietro in Monte”, situata sulla rupe della fortezza, e fu soggetta alla giurisdizione dell’Abbazia di Moggio, dai primi anni del sec. XIV alla soppressione della stessa avvenuta nel 1777.
Anticamente il territorio della pieve si estendeva verso sud sulla destra del Tagliamento fino a comprendere il piviere di Forgaria (territorio sottoposto alla giurisdizione di un pievano), tanto che Cornino fece parte della pieve osoppana fino al sec. XV. Con il terremoto del 1976 è crollata ed è divenuta sito archeologico demaniale.
Facevano parte della pieve di santa Maria ad Nives anche le comunità di Avasinis divenuta parrocchia di San Nicolò nel 1940, e la comunità di Trasaghis divenuta parrocchia di Santa Margherita Vergine e Martire nel 1958.
La parrocchia attualmente comprende anche la comunità di Rivoli e la località di Pineta e conta circa duemiladuecento aderenti.
Dall’11 luglio 2018 la nostra Arcidiocesi di Udine ha preso un nuovo volto, le Foranie non sono più ventidue ma otto e sono costituite da “Collaborazioni Pastorali” comprendenti le parrocchie che le compongono. La collaborazione di cui fa parte Osoppo è denominata: Collaborazione Pastorale di Osoppo.
La Chiesa
La Chiesa ha una struttura architettonica molto semplice ma all′interno vanta alcuni elementi di importante valore artistico. Degna di nota è certamente la pala d’altare di Pellegrino da San Daniele della fine del Quattrocento, raffigurante una Madonna con Bambino, una delle più importanti opere attribuibili alla scuola friulana.
Altra opera interessante è una tela pur non conservata perfettamente di Pomponio Amalteo del 1569, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Rocco.

